Lettera del socio Michele Tartaglia
07 dicembre 2007
Egr. Presidente,
mi conceda il piacere di rivolgere un pubblico ringraziamento a tutti gli amici dello Sporting, al Consiglio d’Amministrazione del Sodalizio e soprattutto a Lei Ing.Piero Pedone e all’ispiratore della idea di conferirmi, immeritatamente, una targa nella quale si evidenziano la “Tenacia e la Passione” profuse nella pratica tennistica del sottoscritto.
Premetto che il tennis mi e’ sempre piaciuto, non solo di praticarlo, ma anche di osservarlo. Nel praticarlo, pero’ devo dire che la “tenacia e la passione”, doti che pure mi appartengono caratterialmente, da soli non sono mai stati sufficienti a raggiungere significativi risultati. Che possibilita’, del resto poteva avere un “artigiano” del tennis? Devo dire, pero’ che la maggiore soddisfazione la raggiungevo soprattutto giocando con gli amici con i quali il mio impegno era totale. Mi piace sottolineare, pero, che nei vari tornei sociali qualche risultato significativo e’ stato conseguito nel doppio, quando il sorteggio mi gratificava come compagno di squadra, il grande Renato Monterisi.
Ho iniziato a giocare, se cosi’ si puo’ dire, su un campo ricavato in un angolo del cortile dell’edificio scolastico in via XXIV Maggio, in quanto andavo li’ con altri amici a seguire le lezioni di ginnastica sotto la guida del prof.Arena. L’attivita’ si svolgeva nelle ore pomeridiane e serali e le lezioni erano aperte a chiunque ne facesse richiesta a fronte del pagamento di pochissime spese (luce, acqua e compenso per lavoro straordinario al custode).Ricordo con affetto il compianto Osvaldo Minerva, l’Avv.Aldo Balducci, il dentista Enrico Valentini e tanti altri. Su questo campo e prima dell’inizio delle lezioni di ginnastica io e Osvaldo stavamo li’ a palleggiare in quell’angolo di cortile. Sapete chi da allora mi sono trovato sempre tra i piedi? Il Sig.Piero Martucci che anche lui, ragazzino, faceva i primi passi in questo sport. La mia generazione ha vissuto un’epoca dove il tennis era sport di èlite; difatti allorquando mi sono affacciato a tale attivita’ pochissime erano le cittadine qui intorno a noi che possedevano strutture di questo tipo. Bisceglie era ancora lontana dal farlo. Con il compiatnto Osvaldo Minerva abbiamo dovuto macinare, nei giorni festivi, diverse decine di chilometri per avere il piacere di giocare qualche partita.. Praticandolo abbiamo scoperto che anche altri piu’ o meno nostri coetanei e quasi tutti bancari, dividevano con noi, la passione per il tennis. Qui mi piace ricordare l’amico Piero Losciale con i nipoti Renato Monterisi e Sergio Musci, il Dr.Monopoli e l’amico Bruno Belsito. La passione era cosi’ forte che una volta io e Piero Losciale aprrodammo, previa prenotazione, sui campi del complesso “Riva del Sole” in quel di Giovinazzo. Pero’ la mèta a noi piu’ vicina era Corato dove esisteva il circolo tennis “Tandoi” che pero’ era difficile accedervi se non accompagnati da un socio e noi su quella piazza non conoscevamo nessuno. Anche allo Sporting di Trani accadeva la stessa cosa. Qui qualche partita l’abbiamo giocata grazie al socio Franco di Reda e al compianto Gino Cosmai. Pero, quasi in contemporanea, col Tandoi ,un sacerdote coraggioso, tale don Peppino Falco, realizzo’ lo Sporting Club con due buoni campi in terra rossa, consentendo a chiunque di giocare. Qui abbiamo dato sfogo alla nostra passione anche con altri giovani del posto.
Dopo anni di pellegrinaggi fatti un po’ dovunque, sulla piazza di Bisceglie il costruttore Mastrogiacomo padre realizzo’ 4 campi in mateco, trasformati piu’ tardi nell’attuale discoteca “Divinae Follie”. Qui i nostri ragazzi di allora cominciarono a prepararsi tecnicamente bene sotto la guida del Maestro Sig.Anania.
Piu’ tardi e solo piu’ tardi,rispetto ad altre citta’ vicine,lo Sporting Club di Bisceglie che aveva la sua sede in Via G.Bovio realizzo’ in Contrada del Carro due campi in terra rossa e uno spogliatoio con docce che sembrava piu’ una baracca per terremotati, su un suolo di proprieta’ di tale Sig.Michele De Palo, zio acquisito di Franco Di Reda. Per soddisfare la richiesta dei piu’ tenaci, piu’ tardi il sodalizio realizzo’ altri tre campi in mateco. Qui tutti gli appassionati di tale sport toccarono il cielo col dito;avere dei campi in loco per tutti era come toccare il cielo con dito, anche se qualche problema sulle prenotazioni sorgeva sempre. Col passare del tempo anche questi problemi si risolsero. Gli amici con i quali ho veramente dato sfogo alla mia passione sono stati e sono ancora oggi Bartolo Simone, il prof.Umberto Gargiulo, Nuccio Salerno ,Mino Storelli, Piero Losciale, Tonino e Bruno Belsito, Michele Ricchiuti, a cui poi si sono aggiunti Nico Paolillo, e il simpaticissimo Gino Marotta e tanti altri. Mi sarebbe paiciuto menzionarli tutti ma vi assicuro e’ difficile ricordarmeli. Pero’ a questo punto consentitemi di menzionare un campione di “tenacia e passione” che pur non essendo socio si avvaleva, mio tramite, della nostra struttura. Questo grande appassionato e’ il Dott. Pino Marino che ancora oggi conserva intatte queste doti. Si comincio’ subito a dar vita alla formazione di una squadra agonistica sotto la direzione del Maestro Vincenzo Falcone con l’aiuto dell’inossidabile Piero Martucci. Qui mi piace ricordare quei ragazzi che con enormi sacrifici seguivano con tenacia gli allenamenti quotidiani, anzi serali perche’ tutti erano studenti. Il gruppo era costituito da Tommi Baldini, Tommaso Pinto, Mimmo Losciale, Stefano Maenza, Renato Monterisi, Ennio Padalino, Giuseppe Porcelli, Bartolo Sasso, Girolamo Simone, Carletto Sorrenti e Andrea Valente, se la memoria non mi inganna;la squadra femminile era costituita da Anna Celestino, Grazia Ventura, Pasqualina Valente e Giulia Baldini. Piu’ tardi arrivarono Stefania Di Pierro, Angela Monopoli ed Ezia Pugliese molto brave e determinate. Per vederle giocare col mio caro amico Mino Storelli stavamo li’, tutte le sere, anche d’inverno, a seguire e osservare gli allenamenti delle nostre squadre. Vi assicuro, era un enorme piacere.
Ai ragazzi che oggi frequentano numerosi corsi di avviamento al tennis vorrei dire che le strutture ci sono, ed e’ un delitto non profittarne. Il settore tennis si avvale di uno staff tecnico di elevata qualita’ per cui esistono tutti i presupposti per raggiungere risultati importanti sotto la guida del maestro federale Mimmo Pellegrino, con l’aiuto di Claudio Racanati e Stefania Di Pierro e con il sempre presente Piero Martucci.
Tra i ragazzi quelli che mi hanno impressionato, fatemeli menzionare, sono:Giuseppe Monterisi, Andrea Pellegrino, Giancarlo Logoluso, Chicco Sasso e Michelino, figlio della piu’ conosciuta Pasqualina Valente, e tanti altri.
Il team tecnico puo’ veramente lavorare con soddisfazione e attingere dai corsi di avviamento ragazzi dotati di “tenacia e passione” e per i meno dotati rimane per loro la soddisfazione di avere inculcato in tutti loro la passione per questo magnifico sport.
Grazie per l’ospitalita’ e auguri a tutti.
Michele Tartaglia